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Quello dei disabili che lavorano è un tema che attiene alla responsabilità sociale delle aziende, alla promozione dell’equità e della giustizia nei confronti delle persone. Non volendo nascondermi dietro un dito, affermo che molte aziende, di tutte le dimensioni, a dire il vero, vivono gli obblighi di legge a tutela di chi ha una disabilità, come un intralcio al perseguimento degli obiettivi di business e un ulteriore problema da risolvere.

Responsabilità sociale

La presenza di un disabile obbliga gli imprenditori ad assumersi delle responsabilità che non vanno ascritte alla benevolenza, ma alla responsabilità nei confronti del mondo circostante. Per molti imprenditori, probabilmente, sarebbe più semplice e gratificante per il loro ego, fare una donazione mensile, piuttosto che farsi carico quotidianamente di creare e mantenere condizioni inclusive nelle loro aziende. Ma i disabili non hanno bisogno solo di denaro, bensì di dignità e questa deriva dalla sensazione di contribuire alla società in cui vivono , anziché venire assistiti.

Essere disabile implica vivere in modo differente, svolgere il proprio lavoro con strumenti, modalità e tempi differenti, ma con uguale dignità. Le persone con disabilità hanno il diritto di venire messe nelle condizioni di vivere e svolgere il loro lavoro nei modi e nei tempi che sono congeniali alle loro caratteristiche. Ogni persona, infatti, ha caratteristiche fisiche, intellettuali e psicologiche che le permettono di contribuire positivamente e in modo del tutto peculiare al benessere e alla crescita sociale e dell’azienda in cui opera.

I disabili sono a pieno titolo persone e non possono essere giudicate e valutate per quelli che sono le loro caratteristiche esteriori o del modo in cui risolvere i problemi, ma accolti, inclusi e agevolati nelle loro difficoltà.

Disabilità in azienda

In molte grandi aziende è stato istituito un team, spesso risicato, dedicato alla DEI (Diversità Equità e Inclusione), con l’obiettivo di favorire il miglioramento dei processi interni che coinvolgono le persone con disabilità, ma anche altre categorie di persone per le quali risulta necessario un maggiore coinvolgimento e una maggiore inclusione. Genere, etnia, credo religioso, età e altre caratteristiche sono al centro di politiche volte a favorire la l’inclusione e l’integrazione fra mondi apparentemente diversi.

La disabilità, quindi, differenzia le persone  per alcune caratteristiche individuali e le limita nel loro agire, ma non deve in alcun modo ledere la loro dignità. Per questo, anche in momenti complessi come quelli che stiamo vivendo, le imprese devono compiere uno sforzo per mettere tutti nelle migliori condizioni di lavori possibili. Tutti devono poter svolgere un lavoro che li faccia sentire utili agli scopi aziendali e che consenta di esprimere le proprie competenze. Le persone con disabilità svolgeranno le loro mansioni ciascuna nei modi e nei tempi che gli sono consentiti dai loro limiti fisici, sensoriali o mentali.. Solo in questo modo, le loro competenze e il potenziale creativo avranno la possibilità di essere espressi, con vantaggi tangibili per le aziende.

Come interfacciarsi con una persona disabile?

In primis, vi suggerisco di fermarvi un istante per ascoltarvi. Come vi sentite quando incontrate una persona diversa da voi, per caratteristiche fisiche, sensoriali o mentali? Siete tranquilli, leggermente a disagio o imbarazzati? Vorreste aiutarla e non sapete come fare? Potete tranquillamente chiederle se potete essere di aiuto in qualche modo e seguire le eventuali indicazioni che vi vengono offerte. Poi, rivolgetevi a questa persona in modo del tutto normale. Le persone disabili sono abituate ai loro limiti e, probabilmente, sono pronte al vostro disagio e interessate esclusivamente ad affrontare i temi che dovete discutere.

Bisogna fare attenzione a non confondere il piano pratico che comporta una disabilità, da quello relazionale che è assolutamente quello adottabile con chiunque. Adattarsi al livello comunicativo del vostro interlocutore è una buona regola sempre; quindi modulate la complessità del vostro  linguaggio a quella del vostro interlocutore.

Se vi trovate di fronte a una persona seduta su una carrozzella, e dovete affrontare con lei un lungo dialogo, potreste cercare una soluzione che vi permetta di sedere e parlare stando alla sua altezza. Qu esto accorgimento potrebbe ridurle la fatica di tenere la testa rivolta verso l’alto.

Siate semplici e mettetevi a vostro agio; la disabilità è una condizione del corpo fisico o della mente, ma siete di fronte a una persona come tutte le altre.